Congressi Provinciali.
Il 31 ottobre scade il termine per il tesseramento del PDL in funzone dei Congressi Provinciali che si terranno lultima settimana di novembre. In un momento così difficile politicamente, per le divergenze interne alla maggioranza di Governo, e sopratutto per i terribili eventi che hanno colpito Parma, il dubbio sull'opportunità o meno di fare questa battaglia me lo sono post...o.
Ieri sera al terminie dell'incontro con Maurizio Lupi a Bologna, insieme agli amici con cui condividiamo l'esperienza politica regionale, ho capito che è fondamentale impegnarsi nel tesseramento con ancor più forza di prima, proprio per i motivi sopra esposti. Il nostro "Fare Politico" passa innanzitutto attraverso la forza che abbiamo all'interno del partito, e quando andiamo a chiedere una tessera, la chiediamo in sostegno alla nostra azione personale non per giustificare situazioni create da altri. Nei prossimi giorni organizzerò incontri per spiegare meglio le mie ragioni dello stare in politica e del perchè credo che sia fondamentale in questa fase di rinnovamento del centro destra esserci da protagonisti. Per la prima volta dalla discesa in campo di Berlusconi i Coordinatori Provinciali verranno eletti dal partito, e il valore del voto dei singoli elettori sarà uguale, prima per intenderci il voto di un palamentare valeva 10 e quello di un militante 1. Il Popolo della Libertà se riuscirà a metabolizzare questa iniezione di democrazia verticale che parte dal basso, inizierà a ricostruire una classe dirigente di persone volute dal popolo e non nominata dall'alto in grado di guardare realmente lontano. Io questa opportunità la voglio cogliere. Discutere all'interno di un partito non è anomalo, è doveroso ma deve essere fatto su regole certe con strumenti adeguati, il Congresso è lo strumento con cui un gruppo di persone propone una mozione e chiede il consenso su quella proposta. Il costo della tessera è 10 euro, per chi vuole candidarsi al direttivo per essere eletto è di 50€, serve la fotocopia della carta d'identità.
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sabato 1 ottobre 2011
giovedì 29 settembre 2011
Parma, tredici anni fa
Il terremoto che ci ha colpito non può lasciarci indifferenti ma non può nemmeno farci dimenticare il meraviglioso lavoro svolto in tredici anni di amministrazione. Se facciamo un giro da Piacenza a Modena passando per Reggio Emilia, ci accorgiamo di quanto siamo fortunati a vivere in una città come Parma, quella Parma nata tredici anni fa con la prima vittoria di Ubaldi. I drammatici fatti che ha...nno visto a oggi coinvolte dieci persone su oltre mille dell'intera macchina comunale devono farci arrabbiare terribilmente perchè quando accadono fatti come questi gli errori di pochi si riperquotono su tutti. Se penso che un'anno fa ho presentato un'esposto alla Corte dei Conti per l'assunzione in Provincia, a mio avviso non regolare sulla base della legge Brunetta, di sette dirigenti su otto per un importo complessivo di oltre un milione di euro (www.simoneorlandini.it) e non mi è ancora stata data risposta, mi sorprende la tempestività con cui contestano 8.000€ e un Ipad in poche settimane. Con questo ribadisco che se qualcuno ha sbagliato deve pagare, però devono pagare tutti quelli che sbagliano e le modalità mediatiche con cui è stata aggredita l'amministrazione comunale da certa parte fa molto pensare. Il forte dibattito che abbiamo al nostro interno sulle modalità di gestione della situazione ha raggiunto ieri l'epilogo. Staccare la spina per ricominciare, ricominciare con lo spirito con cui abbiamo preso in mano questa città e l'abbiamo trasformata, con il desiderio di non rivedere le siringhe dei drogati in via Farini, meglio la movida e un po di casino, con un oltretorrente che da ghetto di extracomunitari torna ad essere la parte integrante della città, alla tangenziale senza semafori, queste sono solo alcune cose molto visibili senza entrare nel sistema di welfare che tutti ci invidiano. Adesso è il momento del coraggio, il momento in cui dobbiamo prepararci a tornare in mezzo alla gente con la serenità che una persona onesta deve avere. Se qualcuno ha sbagliato ci sono gli organi preposti a verificarlo, noi dobbiamo preoccuparci di riagganciarci al treno delle buone cose che hanno caratterizzato la grande parte dell'era Ubaldi prima e Vignali poi.
domenica 28 agosto 2011
Meeting Rimini 2011 Formigoni - Orlandini
lunedì 22 agosto 2011
interrogazione sul termovalorizzatore
Parma, 21 agosto 2011
Interrogazione a risposta scritta ed in aula
Oggetto: PAIP - Quadro Generale
Il sottoscritto Consigliere Provinciale Simone Orlandini,
PREMESSO
Che in data 18/07/2006 la Provincia di Parma ha ricevuto e protocollato con il n°65113 la lettera con cui Enia SPA, oggi IREN SPA, richiedeva l’avvio dell’iter autorizzativo per la realizzazione del PAIP, Polo Integrato Ambientale di Parma, dedicato al trattamento dei rifiuti urbani e speciali prodotti nell’ambito del territorio provinciale di Parma.
Che la Provincia in risposta a detta lettera, in veste di autorità competente per tale procedura, ha convocato apposita conferenza di servizi per valutare e decidere in merito agli elaborati prodotti dal proponente.
Che l’area successivamente individuata per la realizzazione del PAIP è adiacente all’autostrada A1 in prossimità di Strada della Lupa, sita nel Comune di Parma.
Che con Determina del Dirigente n°339 del 29/01/2007 la Provincia ha approvato il Piano di Monitoraggio Ambientale ante-operam, nel quale oltre alle analisi di routine effettuate con i classici strumenti di rilevazione per il controllo dell’aria, prevede l’installazione di deposimetri di tipo “Bulk”, che consentono di effettuare rilevamenti mensili dei flussi di deposito degli inquinanti. Devono inoltre essere effettuate analisi su matrici biologiche presenti nella zone del PAIP, in particolare latte e foraggio.
Che con Delibera di Giunta Provinciale n°158/2009 del 05/03/2009 si deliberà che verrà istituito un apposito infopoint presso la sede della Provincia al fine di rispondere alle richieste di informazioni dei cittadini interessati e garantire la massima trasparenza delle azioni intraprese dall’ente.
CONSIDERATO
Che negli ultimi mesi sul PAIP vi sono state forti polemiche e discussioni, in particolar modo sull’iter autorizzativo, che hanno portato addirittura al blocco del cantiere.
Che la Provincia di Parma è la massima Autorità in fatto di competenze per la realizzazione del PAIP, tra le principali autorizzazioni concesse ricordiamo il SIA (Studio di Impatto Ambientale), il VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), inoltre la Provincia presiede la Commissione di Collaudo del PAIP.
Che il problema dello smaltimento dei rifiuti deve essere trattato in modo serio e responsabile, senza demagogia, e soprattutto con una visione sufficientemente lunga da scongiurare i tragici eventi che regolarmente si manifestano a Napoli.
Che i cittadini hanno il diritto ad essere informati su quello che comporterà l’apertura del termovalorizzatore e devono essere messe a loro disposizione le carte che attestano la non pericolosità dell’impianto.
Che il piano di monitoraggio ambientale è molto importante e deve essere applicato rigorosamente per poter controllare, e quindi gestire l’impatto che il PAIP avrà sull’aria e sulle acque dell’area su cui insiste la struttura.
Che solo negli ultimi mesi, a fronte dell’avanzamento dei lavori, siamo riusciti a renderci conto delle dimensioni mastodontiche dell’inceneritore, sito nel terreno individuato ai margini dell’autostrada del Sole, e quindi per forza di cosa estremamente visibile a tutte le migliaia di automobilisti che quotidianamente percorrono quel tratto di strada.
Che il PAIP è costruito in un’area a prevalente vocazione agricola, nelle vicinanze dell’impianto infatti sono presenti campi coltivati e allevamenti di bestiame.
INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PER SAPERE
1) Se il piano di monitoraggio ambientale è stato attivato correttamente in tutte le sue parti come da Determina del Dirigente n°339 del 29/01/2007.
2) Se l’infopoint che ha il compito di dare spiegazioni ai cittadini in merito al PAIP in costruzione è stato attivato nei modi prestabiliti.
3) Se alla luce dell’imponenza della struttura quasi ultimata, che rende il termovalorizzatore estremamente visibile dall’autostrada, ritiene ancora che l’area individuata sia stata opportuna, di fatto il PAIP diventa un biglietto da visita della città.
4) Se una volta messo in funzione, in questa posizione di marcata visibilità possa danneggiare l’immagine dei prodotti tipici di Parma, che sono la principale fonte di reddito per la Provincia.
domenica 21 agosto 2011
Area Campo volo di Fontanellato
Parma, 21 agosto 2011
Interrogazione a risposta scritta
Spett. Assessore Andrea Fellini
Oggetto: Campo Volo di Fontanellato
Il sottoscritto Consigliere Provinciale Simone Orlandini,
PREMESSO
Che dalla stampa locale è emerso che il campo volo di Fontanellato presenta delle lacune sulle procedure autorizzative.
Che da quanto si legge che sembra quel campo volo faccia parte del sistema di Protezione Civile Provinciale.
CONSIDERATO
Che qualsiasi opera, anche di interesse pubblico non può e non deve essere costruita senza le relative autorizzazioni che prescrive la legge.
Che i titoli per rilascio di una licenza o concessione non posso essere: “Ad oggi il campo volo oltre a svolgere le funzioni per cui e’ nato, svolge anche una funzione turistica, in quanto nei giorni festivi atterrano diversi ultraleggeri ed una volta parcheggiato, gli equipaggi (in genere marito e moglie) si recano in centro a visitare la Rocca, a bersi un caffe’ o a mangiarsi due fette di culatello o spalla cotta.”
Che nel campo volo la gestione dei rifornimenti ai velivoli è estremamente delicata e deve rispondere a norme precise e a parere dei Vigili del Fuoco
RILEVATO
Che un campo di volo si ritiene idoneo per attività preparatoria al volo da diporto o sportivo quando corrisponde ai seguenti requisiti:
a) lunghezza minima della pista mt. 400 con una tolleranza del 10%;
b) larghezza minima della pista mt. 20 con una tolleranza del 10%;
c) almeno una entrata libera da ostacoli significativi. Detto campo deve garantire in entrambe le direzioni di decollo e di atterraggio l’esecuzione in sicurezza di tali manovre;
d) dal bordo pista dovranno essere presenti, sia a destra che a sinistra, fasce laterali di larghezza di almeno IO mt. prive di ostacoli al suolo;
e) assenza di linee elettriche di altezza superiore a 8 mt. entro 300 mt. dalle testate e 300 mt. lateralmente (tollerate su un solo lato, ma ad una distanza non inferiore a 50 mt. dal bordo pista);
f) segnaletica al suolo (manica a vento, cinesini);
g) disponibilità di ricovero apparecchi o di adeguata copertura;
h) possibilità di assistenza tecnica;
i) disponibilità di primo soccorso (adatta allo scopo cassetta di tipo nautico per navigazione oltre le 6 miglia).
l) presenza di un numero adeguato di estintori certificati collocati in maniera visibile e in luogo con facile accesso posto a ridosso della linea di volo;
m) disponibilità di un telefono nelle vicinanze del campo;
n) disponibilità di un settore coperto per briefing non necessariamente sul campo di volo;
o) atto notorio del Legale Rappresentante dell’Ente richiedente in cui si dichiara che il campo di volo è conforme alle caratteristiche innanzi descritte.
Per condizioni particolari meteo, manutenzioni della pista ecc., sarà possibile operare temporaneamente da qualsiasi altro campo di analoghe caratteristiche e requisiti, dandone tempestiva comunicazione all’AeCI.
1.2. Aula adibita allo svolgimento del programma teorico
1.3. Le seguenti ulteriori attrezzature di terra:
- materiali ed attrezzature per assicurare l’efficienza, la manutenzione ed i rifornimenti degli apparecchi;
- materiali per il parcheggio ed ancoraggio degli apparecchi;
- coppie di bandiere per segnalazione;
- binocolo e caschi protettivi.
1.4. Attrezzature di volo:
- Uno o più apparecchi biposto sui quali sia possibile effettuare anche attività di volo da solista; in caso contrario è necessaria la disponibilità di uno o più apparecchi monoposto. Almeno un apparecchio biposto dev’essere equipaggiato con la seguente strumentazione: altimetro, anemometro bussola, temperatura, cilindri e/o temperatura gas di scarico, contagiri motore.
INTERROGA L’ASSESSORE ANDREA FELLINI per sapere
1) Se il campo volo fa parte del sistema di Protezione Civile della Provincia di Parma.
2) Se è stato inserito anche senza i titoli autorizzativi necessari che ne deve rispondere.
3) Se la Provincia di Parma ha rilasciato certificati o autorizzazioni su questa opera.
4) Se i Vigili del Fuoco sono stati informati dell’apertura di detto campo volo.
Il Consigliere Provinciale Simone Orlandini
Interrogazione a risposta scritta
Spett. Assessore Andrea Fellini
Oggetto: Campo Volo di Fontanellato
Il sottoscritto Consigliere Provinciale Simone Orlandini,
PREMESSO
Che dalla stampa locale è emerso che il campo volo di Fontanellato presenta delle lacune sulle procedure autorizzative.
Che da quanto si legge che sembra quel campo volo faccia parte del sistema di Protezione Civile Provinciale.
CONSIDERATO
Che qualsiasi opera, anche di interesse pubblico non può e non deve essere costruita senza le relative autorizzazioni che prescrive la legge.
Che i titoli per rilascio di una licenza o concessione non posso essere: “Ad oggi il campo volo oltre a svolgere le funzioni per cui e’ nato, svolge anche una funzione turistica, in quanto nei giorni festivi atterrano diversi ultraleggeri ed una volta parcheggiato, gli equipaggi (in genere marito e moglie) si recano in centro a visitare la Rocca, a bersi un caffe’ o a mangiarsi due fette di culatello o spalla cotta.”
Che nel campo volo la gestione dei rifornimenti ai velivoli è estremamente delicata e deve rispondere a norme precise e a parere dei Vigili del Fuoco
RILEVATO
Che un campo di volo si ritiene idoneo per attività preparatoria al volo da diporto o sportivo quando corrisponde ai seguenti requisiti:
a) lunghezza minima della pista mt. 400 con una tolleranza del 10%;
b) larghezza minima della pista mt. 20 con una tolleranza del 10%;
c) almeno una entrata libera da ostacoli significativi. Detto campo deve garantire in entrambe le direzioni di decollo e di atterraggio l’esecuzione in sicurezza di tali manovre;
d) dal bordo pista dovranno essere presenti, sia a destra che a sinistra, fasce laterali di larghezza di almeno IO mt. prive di ostacoli al suolo;
e) assenza di linee elettriche di altezza superiore a 8 mt. entro 300 mt. dalle testate e 300 mt. lateralmente (tollerate su un solo lato, ma ad una distanza non inferiore a 50 mt. dal bordo pista);
f) segnaletica al suolo (manica a vento, cinesini);
g) disponibilità di ricovero apparecchi o di adeguata copertura;
h) possibilità di assistenza tecnica;
i) disponibilità di primo soccorso (adatta allo scopo cassetta di tipo nautico per navigazione oltre le 6 miglia).
l) presenza di un numero adeguato di estintori certificati collocati in maniera visibile e in luogo con facile accesso posto a ridosso della linea di volo;
m) disponibilità di un telefono nelle vicinanze del campo;
n) disponibilità di un settore coperto per briefing non necessariamente sul campo di volo;
o) atto notorio del Legale Rappresentante dell’Ente richiedente in cui si dichiara che il campo di volo è conforme alle caratteristiche innanzi descritte.
Per condizioni particolari meteo, manutenzioni della pista ecc., sarà possibile operare temporaneamente da qualsiasi altro campo di analoghe caratteristiche e requisiti, dandone tempestiva comunicazione all’AeCI.
1.2. Aula adibita allo svolgimento del programma teorico
1.3. Le seguenti ulteriori attrezzature di terra:
- materiali ed attrezzature per assicurare l’efficienza, la manutenzione ed i rifornimenti degli apparecchi;
- materiali per il parcheggio ed ancoraggio degli apparecchi;
- coppie di bandiere per segnalazione;
- binocolo e caschi protettivi.
1.4. Attrezzature di volo:
- Uno o più apparecchi biposto sui quali sia possibile effettuare anche attività di volo da solista; in caso contrario è necessaria la disponibilità di uno o più apparecchi monoposto. Almeno un apparecchio biposto dev’essere equipaggiato con la seguente strumentazione: altimetro, anemometro bussola, temperatura, cilindri e/o temperatura gas di scarico, contagiri motore.
INTERROGA L’ASSESSORE ANDREA FELLINI per sapere
1) Se il campo volo fa parte del sistema di Protezione Civile della Provincia di Parma.
2) Se è stato inserito anche senza i titoli autorizzativi necessari che ne deve rispondere.
3) Se la Provincia di Parma ha rilasciato certificati o autorizzazioni su questa opera.
4) Se i Vigili del Fuoco sono stati informati dell’apertura di detto campo volo.
Il Consigliere Provinciale Simone Orlandini
mercoledì 20 luglio 2011
Lettera al Consiglio Provinciale
Parma, 20 luglio 2011
Lettera al Consiglio Provinciale
Arresti eccellenti, “corruzione diffusa”, fatti come la razzia financo dei fondi per i fiori sul Lungoparma. Storie che mai un parmigiano avrebbe pensato di dover leggere e sentire sulla sua città, ridotta a esempio negativo da additare a tutta Italia.
Una mescolanza di situazioni che mi impongono, in questa sede, non tanto di prendere le distanze da qualcuno o qualcosa ma, più semplicemente, di esternare la mia rabbia, il mio disagio di cittadino e amministratore che ha fatto della trasparenza e dell'onestà un vero “modo di vivere”, con buona pace del più noto slogan.
Una rabbia, dicevo, causata dal comportamento di singoli che, anziché operare per il “bene comune”, agivano, sembra, per il bene di pochi, gettando in questo modo un’ombra sinistra sulla correttezza di tanti altri soggetti impegnati nell’attività politica e amministrativa del territorio.
C’è chi ha tratto dalla situazione di Parma analogie con l’altrettanto poco edificante teatrino che ogni giorno offre il peggio di sé su tutto il territorio nazionale e in tutti gli schieramenti politici.
Personalmente, ritengo, invece, che l’irrompere su Parma di una vera, pesante e pressante nuova “questione morale” sia un fattore non di partito o di coalizione ma un elemento individuale, dettato più dagli appetiti dei singoli che da oscure cabine di regia votate al malaffare.
Del resto, cosa di diverso potremmo aspettarci in un momento storico nel quale la cultura dell'io sfocia nell'ostentazione dell'uso delle Istituzioni come “taxi” per l'arrampicata sociale e nel sospetto endemico nei confronti di chi prende una tessera e fa attività politica alla luce del sole?
Se i fatti di Parma stanno producendo qualcosa di buono, ecco, io questo elemento lo vedo nell'accelerazione impressa nella direzione di una nuova presa di coscienza su quanto accade intorno a noi: ogni manetta che scatta, ogni avviso di garanzia che arriva, ci riporta sempre più nel fango, nello stesso clima di discredito che, a partire dal 1992 e dalle monetine tirate contro Craxi al Raphael, è diventato il metro sulla base del quale giudicare a prescindere politici e amministratori. Sta a noi dire che la politica è altro da programmi irrealizzabili e promesse puntualmente disattese. Sta a noi spiegare ai nostri concittadini che partecipare non significa “mangiare” ma “costruire”. Oggi più che mai. A Parma come a Roma, a Milano e in tutto il Paese.
Interloquendo con alcuni cittadini e con un collega dell'Amministrazione provinciale attraverso Facebook, il 12 giugno scorso ebbi a scrivere che “la prima cosa che entra in gioco nel "fare politica" quotidianamente è la nostra responsabilità personale che ci porta ad agire secondo i nostri valori fondamentali. Se commettiamo l'errore di mettere davanti a questo logiche di potere o di partito cade il fondamento principale della nostra presenza sullo scenario politico all'interno della comunità. La politica per me è prima di tutto la passione di cercare di migliorare il mondo che mi circonda.”
Mi sono sorpreso in questi giorni a pensare più e più volte ad un proverbio che dice che “fa più rumore un’albero che cade, che una foresta che cresce”. Già, è così. E la mia rabbia purtroppo monta. Monta perché ogni qualvolta accadono fatti come quelli di Parma viene, immediatamente, dimenticato il meraviglioso lavoro svolto da centinaia di politici con la schiena diritta, da dipendenti pubblici e imprenditori, che ogni giorno si mettono a capo chino e fanno crescere un territorio.
Io sto con questa parte di Parma e non ho interessi particolari che mi impediscono di dirlo anche di fronte al Consiglio. La gioia della condivisione con gli amici di sempre del mio percorso politico, per me vale più di ogni interesse di parte e di partito ed è per questo motivo che, nonostante il clima pesante che si respira, non mi nascondo dietro un silenzio di convenienza e rilancio con convinzione questa idea: colleghi, spetta prima di tutto a noi, personalmente, ancora prima che come uomini di partito, lottare affinché tutto quello che abbiamo in comune possa tradursi in azioni vere ed efficaci, per favorire la crescita dei nostri 47 Municipi, della Provincia e con essi della Regione e dello Stato dei quali siamo a tutti gli effetti azionisti di riferimento.
Parma 20/07/2011
Simone Orlandini
Consigliere Provinciale
Lettera al Consiglio Provinciale
Arresti eccellenti, “corruzione diffusa”, fatti come la razzia financo dei fondi per i fiori sul Lungoparma. Storie che mai un parmigiano avrebbe pensato di dover leggere e sentire sulla sua città, ridotta a esempio negativo da additare a tutta Italia.
Una mescolanza di situazioni che mi impongono, in questa sede, non tanto di prendere le distanze da qualcuno o qualcosa ma, più semplicemente, di esternare la mia rabbia, il mio disagio di cittadino e amministratore che ha fatto della trasparenza e dell'onestà un vero “modo di vivere”, con buona pace del più noto slogan.
Una rabbia, dicevo, causata dal comportamento di singoli che, anziché operare per il “bene comune”, agivano, sembra, per il bene di pochi, gettando in questo modo un’ombra sinistra sulla correttezza di tanti altri soggetti impegnati nell’attività politica e amministrativa del territorio.
C’è chi ha tratto dalla situazione di Parma analogie con l’altrettanto poco edificante teatrino che ogni giorno offre il peggio di sé su tutto il territorio nazionale e in tutti gli schieramenti politici.
Personalmente, ritengo, invece, che l’irrompere su Parma di una vera, pesante e pressante nuova “questione morale” sia un fattore non di partito o di coalizione ma un elemento individuale, dettato più dagli appetiti dei singoli che da oscure cabine di regia votate al malaffare.
Del resto, cosa di diverso potremmo aspettarci in un momento storico nel quale la cultura dell'io sfocia nell'ostentazione dell'uso delle Istituzioni come “taxi” per l'arrampicata sociale e nel sospetto endemico nei confronti di chi prende una tessera e fa attività politica alla luce del sole?
Se i fatti di Parma stanno producendo qualcosa di buono, ecco, io questo elemento lo vedo nell'accelerazione impressa nella direzione di una nuova presa di coscienza su quanto accade intorno a noi: ogni manetta che scatta, ogni avviso di garanzia che arriva, ci riporta sempre più nel fango, nello stesso clima di discredito che, a partire dal 1992 e dalle monetine tirate contro Craxi al Raphael, è diventato il metro sulla base del quale giudicare a prescindere politici e amministratori. Sta a noi dire che la politica è altro da programmi irrealizzabili e promesse puntualmente disattese. Sta a noi spiegare ai nostri concittadini che partecipare non significa “mangiare” ma “costruire”. Oggi più che mai. A Parma come a Roma, a Milano e in tutto il Paese.
Interloquendo con alcuni cittadini e con un collega dell'Amministrazione provinciale attraverso Facebook, il 12 giugno scorso ebbi a scrivere che “la prima cosa che entra in gioco nel "fare politica" quotidianamente è la nostra responsabilità personale che ci porta ad agire secondo i nostri valori fondamentali. Se commettiamo l'errore di mettere davanti a questo logiche di potere o di partito cade il fondamento principale della nostra presenza sullo scenario politico all'interno della comunità. La politica per me è prima di tutto la passione di cercare di migliorare il mondo che mi circonda.”
Mi sono sorpreso in questi giorni a pensare più e più volte ad un proverbio che dice che “fa più rumore un’albero che cade, che una foresta che cresce”. Già, è così. E la mia rabbia purtroppo monta. Monta perché ogni qualvolta accadono fatti come quelli di Parma viene, immediatamente, dimenticato il meraviglioso lavoro svolto da centinaia di politici con la schiena diritta, da dipendenti pubblici e imprenditori, che ogni giorno si mettono a capo chino e fanno crescere un territorio.
Io sto con questa parte di Parma e non ho interessi particolari che mi impediscono di dirlo anche di fronte al Consiglio. La gioia della condivisione con gli amici di sempre del mio percorso politico, per me vale più di ogni interesse di parte e di partito ed è per questo motivo che, nonostante il clima pesante che si respira, non mi nascondo dietro un silenzio di convenienza e rilancio con convinzione questa idea: colleghi, spetta prima di tutto a noi, personalmente, ancora prima che come uomini di partito, lottare affinché tutto quello che abbiamo in comune possa tradursi in azioni vere ed efficaci, per favorire la crescita dei nostri 47 Municipi, della Provincia e con essi della Regione e dello Stato dei quali siamo a tutti gli effetti azionisti di riferimento.
Parma 20/07/2011
Simone Orlandini
Consigliere Provinciale
domenica 3 luglio 2011
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