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giovedì 26 gennaio 2012

Richiesta formale di commissione di indagine

Parma, 27/01/2012

Alla c.a. del Presidente della Provincia
Dott. Vincenzo Bernazzoli
Al Presidente del Consiglio Dott. M. De Blasi

Oggetto: Istituzione della commissione di indagine su appalto per noleggio auto
Premesso
Che l’articolo 12 dello Statuto della Provincia di Parma al punto 6 prevede che il Consiglio può nominare, con voto almeno pari alla maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, commissioni consiliari di indagine sull’attività dell’Amministrazione, determinandone la composizione, che deve assicurare la presenza di almeno un rappresentante per gruppo, nonché l’oggetto specifico d’indagine e la durata; le predette commissioni possono acquisire documenti, eseguire ispezioni e sopralluoghi nonché ogni altro atto ritenuto utile per le indagini. Hanno gli stessi poteri attribuiti alle Commissioni Consiliari permanenti e osservano altresì le norme all’uopo stabilite dal Regolamento sui lavori del Consiglio. La relazione finale è depositata presso l’ufficio del Segretario Generale per essere iscritta all’ordine del giorno del Consiglio nella prima seduta successiva per la votazione; se la relazione non raccoglie l’unanimità dei consensi da parte dei componenti la Commissione, i dissenzienti possono presentare una o piu relazioni di minoranza, da sottoporre nei modi indicati in precedenza al voto del consiglio.
Considerato
Che i 5 avvisi di interrogatorio recapitati ai membri della commissione che ha bandito la gara per l’appalto del noleggio auto, gara vinta da Car Server di Reggio Emilia, sono un fatto estremamente serio, che necessita di tutte le attenzioni del caso che portino alla massima trasparenza nei confronti dei cittadini contribuenti.
Si Richiede
L’istituzione urgente della Commissione di Indagine con il mandato di chiarire tutte le operazioni di messa a bando e di assegnazione dell’appalto per il noleggio auto della Provincia di Parma oggetto di indagine dalla Procura di Parma.
I Consiglieri
Simone Orlandini

Richiesta di commissione di indagine

L’attivazione “urgente” di una Commissione consiliare d’indagine sull’appalto per il nolo delle auto di servizio della Provincia, che ha portato, martedì scorso, alla notifica di cinque avvisi di interrogatorio ad altrettanti funzionari dell’Ente. Lo chiede ufficialmente il consigliere Pdl Simone Orlandini ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto della Provincia.

“Dopo le parole… diamo la parola ai fatti: se è vero che Vincenzo Bernazzoli è così disponibile a fornire la massima trasparenza e appoggio alle autorità inquirenti, ora il presidente della Provincia si comporti allo stesso modo con la Commissione d’indagine che chiedo di istituire in merito all’appalto aggiudicato nel 2008 dalla ditta Car Server”.

Orlandini ricorda che “la Provincia ha un preciso dovere di trasparenza verso i cittadini e i consiglieri da loro eletti con il fine principale di controllare l’operato dell’istituzione."

La Commissione d’indagine rappresenta uno strumento fondamentale ed immediato per trafugare ogni ragionevole dubbio sulla possibilità che vi siano state procedure non corrette. La magistratura faccia il suo corso con la dovuta serenità – continua Orlandini –, ma la politica non si sottragga con giochini. Io, da controllore eletto, non ho la benché minima intenzione di farlo e spero che con me siano d’accordo anche i colleghi consiglieri del centrosinistra, dimostrando la loro coerenza quando verrà il momento di firmare l’atto per il via libera alla Commissione. Solo allora vedremo se la trasparenza inneggiata dalle forze di maggioranza fa davvero rima con coerenza”.

Simone Orlandini

Consigliere Provinciale PDL

mercoledì 25 gennaio 2012

Comunicato Stampa su avvisi di interrogatorio

In un anno 21 auto in meno, 100 mila euro in più di canone annuo e oltre 70 mila euro di penali pagate. Queste sono le cifre che fotografano l’appalto per il nolo delle auto di servizio della Provincia presso la Car Server. Appalto, non a caso, finito sotto la lente d’ingrandimento della magistratura
 
Dal 26 novembre 2010 ho iniziato ad occuparmi di questo servizio, segnalando con atti formali che i numeri sopracitati erano la spia di un “grave danno” per le casse dell’Ente. Terminologia impiegata il 13 ottobre 2009 non dalla minoranza ma dall’allora Direttore generale Enzo Cerbino, firmatario di una circolare di fuoco.
 
Oggi non torno sulla vicenda Car Server con finalità strumentali o di parte, anzi, il mio desiderio è che il buon nome dell’istituzione che rappresento – seppur dai banchi dell’opposizione – sia tutelato e confermato dall’esito del lavoro delle autorità inquirenti.
 
Quello che mi preme è, invece, fare in modo che le poche risorse che ancora sono nelle casse della Provincia siano spese nel modo più corretto e assolutamente conforme alle leggi.
 
In questo senso non mi bastano le rassicurazioni spese in forma ufficiale nei mesi scorsi dal presidente Vincenzo Bernazzoli.
Evidentemente non bastano nemmeno alla Magistratura di Parma, che ha ritenuto di aprire un fascicolo di indagine e di notificare 5 avvisi di interrogatorio ai funzionari interessati dal bando per il nolo delle auto di servizio.
 
 
Quello che abbiamo visto grazie ai numeri legati all’applicazione dell’appalto alla Car Server non è certo un esempio di quella parsimonia che ogni giorno il presidente e candidato Sindaco di Parma continua a promettere ai cittadini.
 
Da più di un anno invito la Provincia a spiegare ai parmigiani come sia possibile avere 21 auto in meno (rispetto a quelle previste nel bando vinto dalla Car Server) ma pagare un canone gravato da ulteriori 100mila euro all’anno. Somma che si aggiunge alla rata da 27.141 euro al mese che la Provincia si è sobbarcata per i 72 mesi di durata dell’appalto.
 
Sorvolando sulle risposte istituzionali inadeguate che fin qui ho ricevuto, ora intendo ricostruire al millimetro la dinamica di messa a bando dell’appalto. Sino ad ora mi è sempre stato risposto che la normativa vigente fu rispettata alla lettera ma la Guardia di Finanza non la pensa allo stesso modo. Ragion per cui presenterò entro 48 ore una interrogazione consiliare per aprire una discussione aperta a tutto il parlamentino provinciale.

Comunicato Stampa su avvisi di interrogatorio

In un anno 21 auto in meno, 100 mila euro in più di canone annuo e oltre 70 mila euro di penali pagate. Queste sono le cifre che fotografano l’appalto per il nolo delle auto di servizio della Provincia presso la Car Server. Appalto, non a caso, finito sotto la lente d’ingrandimento della magistratura
 
Dal 26 novembre 2010 ho iniziato ad occuparmi di questo servizio, segnalando con atti formali che i numeri sopracitati erano la spia di un “grave danno” per le casse dell’Ente. Terminologia impiegata il 13 ottobre 2009 non dalla minoranza ma dall’allora Direttore generale Enzo Cerbino, firmatario di una circolare di fuoco.
 
Oggi non torno sulla vicenda Car Server con finalità strumentali o di parte, anzi, il mio desiderio è che il buon nome dell’istituzione che rappresento – seppur dai banchi dell’opposizione – sia tutelato e confermato dall’esito del lavoro delle autorità inquirenti.
 
Quello che mi preme è, invece, fare in modo che le poche risorse che ancora sono nelle casse della Provincia siano spese nel modo più corretto e assolutamente conforme alle leggi.
 
In questo senso non mi bastano le rassicurazioni spese in forma ufficiale nei mesi scorsi dal presidente Vincenzo Bernazzoli.
Evidentemente non bastano nemmeno alla Magistratura di Parma, che ha ritenuto di aprire un fascicolo di indagine e di notificare 5 avvisi di interrogatorio ai funzionari interessati dal bando per il nolo delle auto di servizio.
 
 
Quello che abbiamo visto grazie ai numeri legati all’applicazione dell’appalto alla Car Server non è certo un esempio di quella parsimonia che ogni giorno il presidente e candidato Sindaco di Parma continua a promettere ai cittadini.
 
Da più di un anno invito la Provincia a spiegare ai parmigiani come sia possibile avere 21 auto in meno (rispetto a quelle previste nel bando vinto dalla Car Server) ma pagare un canone gravato da ulteriori 100mila euro all’anno. Somma che si aggiunge alla rata da 27.141 euro al mese che la Provincia si è sobbarcata per i 72 mesi di durata dell’appalto.
 
Sorvolando sulle risposte istituzionali inadeguate che fin qui ho ricevuto, ora intendo ricostruire al millimetro la dinamica di messa a bando dell’appalto. Sino ad ora mi è sempre stato risposto che la normativa vigente fu rispettata alla lettera ma la Guardia di Finanza non la pensa allo stesso modo. Ragion per cui presenterò entro 48 ore una interrogazione consiliare per aprire una discussione aperta a tutto il parlamentino provinciale.

martedì 24 gennaio 2012

Comunicato Stampa del 24 gennaio 2012

La nuova visita della guardia di finanza in Provincia sul tema del noleggio auto a Car Server penso si commenti da solo, due anni e mezzo di interrogazioni del sottoscritto a cui il Presidente ha sempre risposto, anche in tono sarcastico,che tutto era regolare e oggi la finanza ha preso nuovi provvedimenti nei confronti di funzionari che hanno bandito la gara. E' evidente che il problema esiste e auspico tempi brevi per la chiusura delle indagini per poter iniziare la campagna elettorale delle comunali con i giusti pesi e le giuste misure tra gli schieramenti contrapposti. Simone Orlandini Consigliere Provinciale PDL

sabato 7 gennaio 2012

Formazione professionale, 21 milioni per i prossimi tre anni

Comunicato stampa.
7 gennaio 2012
Con il presente accesso agli atti, con cui chiedo gli importi precisi precipiti dai singoli enti accreditati per la formazione professionale, voglio fare un analisi per capire nel dettaglio a quali enti sono andati i fondi per la formazione professionale negli ultimi due anni. Faccio questo perché la Provincia ha stanziato 21 milioni di euro per il prossimo triennio voglio poter fare un parallelo tra gli enti che hanno vinto le gare sino ad ora e quelli che le vinceranno nei prossimi mesi. Dobbiamo far si che questi fondi non vadano a perdersi nei meandri della burocrazia, e che non vengano utilizzati come semplice ammortizzatore sociale. Questi fondi sono rivolti allo sviluppo, e in quella direzione dovranno essere stanziati. Da membro della terza commissione, ovvero di quella relativa alla formazione professionale, voglio approfondire questo delicato argomento e resta per me inderogabile la necessita' della trasparenza sulle modalità di messa a bando dei fondi, sulle modalità di calcolo delle graduatorie degli enti partecipanti. Alla luce dei dati che ricevero' valutero' le iniziative da intraprendere.
Simone Orlandini
Consigliere Provinciale
Gruppo PDL

giovedì 22 dicembre 2011

Lettera aperta al Commissario Ciclosi

Lettera aperta al Commissario Ciclosi

“Nelle partecipate non equipari gli onesti ai furbetti”

Il Commissario Ciclosi, in questi giorni prenatalizi, sta regalando forti emozioni ai peones della critica pre-elettorale, chiedendo dimissioni incondizionate a tutti gli amministratori delle società partecipate. Un repulisti sen distinguo di sorta eccezion fatta… per gli amministratori di Tep, gli unici, pare, a non essere ancora stati colpiti dalla richiesta di dimissioni.
Una scelta ben curiosa, dal momento che Tep era forse l'unica società che necessitasse di un energico tabula rasa, alla luce della gara andata deserta per la privatizzazione e delle poco brillanti performance finanziarie emerse nei mesi scorsi.
Dunque, ragioniamo: un azzeramento di tale portata, in un momento così difficile per la città, significa mettere alla gogna tutti quegli amministratori che, se anche hanno operato perseguendo l’interesse collettivo, oggi si vedono buttata addosso un'ombra sinistra sul loro operato.
Intendiamoci, chi ha sbagliato è giusto che paghi e chi le scrive non si è mai nascosto dietro ad una tessera di partito – o ad una convenienza di parte – per criticare l’azione della giustizia giusta. Ma chi si è messo al servizio delle istituzioni – e per giunta con merito – non può nemmeno per un istante essere associato alle condotte disdicevoli d’altri. Men che meno di fronte all’incombenza di un avvelenato clima elettorale. O, forse, sono proprio le elezioni a essere motore e spirito di questo azzeramento indistinto?
Commissario Ciclosi, le posso garantire che dietro al lavoro di tanti onesti cittadini chiamati ad operare per il bene della comunità, non ci sono caste oscure, profitti lauti o rendite di potere. C’è, semplicemente, gente che ha lavorato sodo, con budget ridotti e non poche pressioni per nulla facili da gestire.
Ricordo che tra dipendenti comunali, politici, imprenditori e consulenti, negli ultimi 5 anni sono ruotati intorno all'Amministrazione comunale circa 4mila persone. Se facciamo due conti scopriamo che quelle arrestate o colpite da avviso di garanzia sono circa 20, ovvero lo 0,5% del totale.
A costo di essere impopolare, dico questo per far capire che il sistema Parma non è sinonimo di “marcio” e, nemmeno, è accettabile trattare tutti gli amministratori delle società partecipate come se fossero dei "furbetti".
In virtù di tutto ciò, egregio Commissario, le chiedo di avere la massima attenzione per le persone – per la loro storia professionale e per il loro ruolo attivo di cittadini servitori del Comune –, pur comprendendo che la sua mission è quella del Ragioniere che deve limitarsi a controllare i conti e a riportare la normalità in una situazione incandescente.


Movida, un’ordinanza che non va
Non posso tacere sul fatto, però, che le deleghe di cui lei dispone le consentono di incidere in modo molto pesante sugli usi e costumi della città. Con questo mi riferisco in particolare alla movida di via Farini: con il provvedimento di chiusura anticipata dei locali e con lo spegnimento della musica alle ore 22 si sta distruggendo una realtà economica e sociale, fatta di imprenditori, lavoratori e fruitori del "Servizio Movida", che altro non è che un modo conviviale di vivere la città. Un modo che ha fatto del centro di Parma uno dei migliori e più frequentati del Paese. Dobbiamo riportate la movida a quello che era prima di questo provvedimento, compendiando le necessità dei residenti con quelle degli esercenti. A tal proposito ritengo che si potrebbero studiare percorsi condivisi per l'insonorizzazione (tutt’altro che economica) di alcune parti di palazzi della zona più “calda” della movida.
È utile ricordare che ci sono imprenditori che hanno investito parecchio e che adesso avvertono tutta la precarietà di questa situazione, non potendo, di conseguenza, mantenere i livelli occupazionali pregressi, caratterizzati da una forte presenza di ragazzi giovani, categoria estremamente penalizzata in questo forte periodo di crisi.
Senza cercare il pelo nell’uovo, voglio ricordare, infine, che l’ordinanza di chiusura anticipata è estremamente discriminatoria, lasciando che a 100 metri di distanza un altro locale possa avere orari diversi, tenere la musica sino a tarda notte ecc. ecc. Tutto per il solo fatto di essere fuori dal confine della movida. Per questo Commissario, la invito a ripensare questa ordinanza e a valutare di ripristinare il dispositivo precedentemente adottato dall’Amministrazione.

Simone Orlandini